L'alfabetizzazione informatica è importante!

Il sito web che stai visualizzando, come molti altri nel mondo, è reso possibile da software libero. Io creo questo tipo di software e contenuti liberi, con l'obiettivo di migliorare l'ecosistema applicativo.

Codice libero

Un tempo il mercato del software era costituito quasi solamente dai programmi distribuiti senza il loro codice sorgente, i così detti software Closed Source. Gli utenti di un programma privo di sorgenti non hanno quasi mai modo di apprenderne il funzionamento se non tramite l'Ingegneria Inversa, un processo illegale, difficoltoso e dai risultati incerti.

Con l'affermazione crescente dei Sistemi Operativi di libero utilizzo come GNU/Linux, che grazie al supporto della comunità globale fornisce gratuitamente i software ed il loro codice sorgente, si è affermato il concetto di software Open Source e di Contenuto Libero. Gli utenti di un programma che viene distribuito dando libero accesso ai sorgenti hanno modo di apprenderne il funzionamento pratico e teorico in maniera legale.

I software open source possono essere migliorati da qualsiasi programmatore sufficientemente competente e, se la documentazione di referenza è un contenuto libero, anche dai semplici appassionati di Informatica. La crescente integrazione di astrazioni software, come ad esempio i linguaggi di scripting general purpose, consente poi anche ad utenti novizi nel campo di apportare personalizzazioni al software senza dover mettere mano al codice scritto dagli utenti esperti.

Iniziativa Sorgente Aperto

Le licenze Open Source sono quelle licenze che rispettano strettamente la Definizione di Open Source e che quindi permettono il libero uso, la modifica e la condivisione del software che tutelano. Per essere approvata dall'Iniziativa Sorgente Aperto (Open Source Initiative, conosciuta come OSI), una licenza deve superare un processo specializzato di revisione.

Le licenze OSI più semplici da usare per un programmatore sono:

Esistono molte licenze OSI e le più permissive (dette "licenze copyleft", come quelle citate prima) sono le uniche ad incoraggiare la ridistribuzione veramente libera del codice anche da parte di chi non ha competenze legali, in quanto impongono davver poche clausole oltre a quella di distribuire il prodotto con la licenza stessa.

Creative Commons

È bene sottolineare che le licenze Creative Commons non hanno superato il processo di revisione OSI in quanto incapaci di preservare il copyleft del codice sorgente. Non sono comunque da scartare, perché il progetto Free Cultural Works di Creative Commons garantisce la loro adeguatezza per la condivisione di contenuti multimediali liberi, come ad esempio gli sprite dei videogiochi e le icone degli ambienti desktop.

Licenze GNU

Le licenze più semplici possono non bastare quando bisogna tutelare un progetto FOSS complesso, composto da librerie, interpreti, toolkits, frameworks, etc. dovendo impedire che l'intero software e tutte le sue componenti vengano riutilizzati per scopi commerciali (di lucro) da terzi, magari con modifiche a noi poco gradite o senza dare credito agli autori primari. Per ovviare a questo problema la Fondazione per il Software Libero (in inglese Free Software Foundation, FSF) mantiene da anni alcune licenze per la pubblicazione del software in ecosistemi FOSS: è la classe di licenze copyleft GPL (General Public Licenses), specilizzate in varie parti dei pacchetti applicativi e con particolare riguardo per le distribuzioni Linux, che necessitano sempre di questa particolare tutela legale.

Ecco le licenze GPL più comuni, seguite dalla mia opinione in calce:

  • General Public License (traduzione italiana)

    Licenza generica per garantire la tutela basilare del software Open Source.

    Questa licenza è più che sufficiente nella maggior parte dei casi ed è la scelta più saggia all'inzio di un grosso progetto FOSS.

  • Lesser General Public License

    Licenza GPL modificata per garantire la riutilizzabilità delle componenti ausiliarie.

    Sconsiglio l'uso di questa licenza per librerie FOSS contenenti algoritmi con potenziale di mercato, anche se è estremamente diffusa e potresti essere tentato di imitare gli altri. Anche la FSF è della stessa idea e raccomanda l'uso di GPL ove possibile, perché LGPL può sbilanciare il mercato consentendo la reimplementazione di FOSS agli sviluppatori Closed Source.

  • Free Documentation License

    Licenza per la tutela di guide e manuali di referenza.

La nostra missione è preservare, proteggere e promuovere la libertà di usare, studiare, copiare, modificare e ridistribuire il software per computer, e difendere i diritti degli utenti di software libero..” -FSF

Software Gratuito con Sorgente Aperto

Per consentire l'immediato riconoscimento dei software open source è nata la definizione di Software Gratuito con Sorgente Aperto (FOSS, ovvero Free and Open Source Software). Rientrano in questa categoria le componenti di GNU/Linux e tutti i programmi che usano le licenze OSI senza fini di lucro.

In particolare, l'utente può andare sul sicuro scegliendo solo quelle licenze certificate dalla Free Software Foundation (FSF) e catalogate come compatibili con le versioni della General Public Licenze (GPL) supportate da Richard Stallman. Per trovarne una lista sempre aggiornata è sufficiente visitare la pagina ufficiale del progetto GNU.

Distribuzioni GNU/Linux libere

I più intransigenti possono fare una scelta morale ed utilizzare solo software libero. L'unico modo per farlo è utilizzare una distribuzione GNU/Linux libera (che in quanto tale offre solo vero FOSS) e non utilizzare mai librerie software o programmi closed-source.

Per esperienza personale sò che l'avere a disposizione solo software libero può essere una lama a doppio taglio perché, pur rafforzando la posizione legale e morale della persona/azienda, può impedire la fruizione e la modifica dei formati proprietari (come quelli di alcuni strumenti di CAD o progettazione elettronica), l'uso di alcuni plugin (come l'obsoleto ed insicuro Flash e gli applet Java o Silverlight) e perfino l'installazione di alcuni device PCI o USB. Per l'uso quotidiano consiglio quindi una distribuzione come GNU/Linux Debian, che fornisce archivi a parte da cui installare anche le soluzioni closed-source più comuni e comunque garantisce tramite un codice etico scritto che le installazioni vergini contengano solo FOSS se l'amministratore di sistema non decide altrimenti.

Conclusioni

La disponibilità di software e firmware liberi fà maturare la società nella sua interezza, perché le infrastrutture IT hanno diffusione sempre più capillare e diventano così uno strumento per abbattere i costi della diffusione e della selezione del sapere. Anche se partecipare a questo mondo non è semplice e può richiedere competenze professionali, fruire dei suoi strumenti è un'operazione che può e deve essere alla portata di tutti.


Io stesso uso GNU/Linux massivamente nelle mie infrastrutture EDP e nelle operazioni quotidiane sono un felice utente Debian ed *buntu. Questo piccolo "white paper" vuole essere un'introduzione superficiale ma accessibile da tutti gli italiani, per favorire il processo di alfabetizzazione informatica ed il progresso etico: il mondo della legalità è mutevole ed il lettore è invitato ad approfondire i singoli argomenti sui siti di referenza.